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08 Ottobre

Enea: la FLC CGIL chiede l’immediata applicazione di tutti gli istituti contrattuali in sospeso

Scritto da  Ricerca
in ENEA
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L’ente insiste solo su punti di micro d'interesse limitato. La FLC chiede che si rispettino le priorità di interesse collettivo. Un accordo è possibile, ma occorre chiudere con le vecchie logiche.

Continua in maniera evidente il disinteresse del vertice Enea ad occuparsi tempestivamente e in modo equo dei problemi “dell’intera” popolazione dei  dipendenti Enea. Ormai è chiaro il doppio binario che si realizza nella gestione del personale: di massima attenzione  quello dedicato alla casta rispetto a quello ad ostacoli riservato alla maggioranza del personale. Dal 2011 occorreva, ad esempio, aggiornare annualmente le fasce stipendiali dei ricercatori-tecnologi. Siamo in ritardo di quasi tre anni. Inoltre si prefigura addirittura una ipotesi di “un ringiovanimento” dei giovani assunti del 2008 e 2009. Non solo non li si rimborsa dei danni per i ritardi da loro subiti alla carriera (si doveva entrare nel comparto dal maggio 2009!), ma addirittura si evocano dei presunti “debiti” arretrati (!) che si sarebbero realizzati nell’ambito del contratto Enea. Questo, nonostante le tabelle di equiparazione sono ormai sottoscritte e mentre si continua nella pratica delle conciliazioni dorate e segrete con i soldi di Pantalone e ai danni dello Stato.

Ma soprattutto manca qualsiasi accenno all’applicazione dell’istituto dellanticipo di fascia stipendiale previsto dal contratto 2002-2005, secondo biennio, all’art. 8. Questo articolo, applicato in tutti gli enti di ricerca (il Commissario fino all’ultimo ha sperato che l’Enea non divenisse a tutti gli effetti un ente di ricerca, ma solo una agenzia tecnica), consente di fare richiesta, qualora si sia maturato almeno il 50% del tempo della propria fascia, di anticipare il restante tempo di percorrenza. Un vantaggio sicuramente significativo che si può applicare in ogni annualità. Un istituto che si può utilizzare, però, solo una volta nel livello di appartenenza e quindi spetta al dipendente valutare quando giocarsi tale possibilità.

L’anno scorso il vertice dell’ente, benché senza un adeguato mandato istituzionale, ha aumentato l’importo complessivo delle indennità di responsabilità per la mega struttura varata, portandola da 500 mila euro a un milione e 700 mila, grazie al risparmio sul funzionamento dei centri di ricerca e su tutti i precari e assegnisti via via espulsi (non rinnovati) nel 2010 e 2011. Una vera chicca di lungimiranza strategica da parte della gestione commissariale! Comunque, dopo tutte queste politiche personalizzate, speriamo sia avanzato dagli anni scorsi qualche spicciolo per finanziare l’adeguamento delle fasce dei ricercatori!  In ogni caso con un accordo, che non dovrebbe suscitare particolare complicanza, è possibile utilizzare da subito questo istituto contrattuale, sicuramente al 1 gennaio 2013 e del 2014, così come lo si può prevedere anche per il 1 gennaio 2015. In questo modo quasi 500 dei Ricercatori-Tecnologi potrebbe usufruire di questa agevolazione nei prossimi 15 mesi, con tre opportunità disponibili.

Stessa dimenticanza per il conto terzi: nonostante l’impegno preso e nonostante sia sempre annunciato un incontro preparatorio con il neopromosso amministratore dirigente dell’attuale Enea, non c’è ancora un documento formale da parte dell’ente per avviare una stringente trattativa in proposito.

La FLC CGIL chiede una diversa attenzione alle problematiche di interesse collettivo. Invece ci si concentra da mesi esclusivamente alla trattativa sulle questioni concorsuali, alla quale abbiamo comunque partecipato con spirito costruttivo, ben sapendo che si tratta in ogni caso di una operazione micro. Pensiamo che riguarderà, ad esempio, solo 36 ricercatori (cioè il 2% sul totale), molto al di sotto di legittime aspettative cumulate in questi anni di quel blocco contrattuale che la FLC CGIL ritiene inaccettabile e che intende contrastare. Stiamo parlando, infatti, di un importo che è solo del 20% dell'ultima operazione (600 mila euro rispetto ai tre milioni e 100 del settembre 2010).

In relazione a questa trattativa, che continua, abbiamo registrato, dopo l’indietro tutta di luglio, dei passi in avanti in relazione alla richiesta di trasparenza di tutte le fasi dell’operazione, anche nei dettagli, e di criteri conformi alle indicazioni del nuovo contratto Epr, in particolare una attenzione alle previste anomali permanenze, così da chiudere la fase delle “meteore” che non hanno mai perso un colpo nelle accelerazioni di carriera.

Non è solo questione di “dosaggi dei criteri”, ma del principio che quando si passa di livello si azzerano anche i titoli che lo hanno consentito e vanno valutati solo i titoli conseguiti successivamente alla data di decorrenza del livello acquisito. Questo è il senso dell'anzianità di livello, che non può essere, ovviamente, comunque l’unico requisito. Ma tuttavia, a conferma dello spirito del nuovo contratto occorre considerare che per i collaboratori è, al fine di concorrere, formalmente previsto un prerequisito di quattro anni di permanenza nel livello.

Importante poi è il superamento della famigerata scheda: per i collaboratori potrà essere sì utilizzata, dopo essere comunque visionata ed anche contraddetta, ma solo come on/off sugli esiti concorsuali, mentre per i ricercatori essa viene sostituita da un curriculum autocertificato dal dipendente bypassando il responsabile diretto. Importante è anche il pieno riconoscimento ai fini del computo delle anzianità delle esperienze svolte o richieste nei bandi, parliamo quindi anche dei tempi determinati e degli assegnisti. Molti aspetti sono ancora da approfondire in quella che potrebbe sembrare una fase quasi finale della trattativa e l’Enea ha consegnato una nuova bozza che ci riserviamo da analizzare. Ci auguriamo che non si rifacciano dei passi da gambero e non rientrino dalla finestra vecchie logiche,  magari mascherate da conflitti generazionali, dopo che senza pudore si sono raggiunte carriere impensabili solo attraverso “curve” retributive realizzate con algoritmi che avevano lo scopo di comprendere proprio certe tipologie di personale. Evidenziamo legittimamente questo riferimento, giacché la suddetta micro operazione, di cui si sta trattando, è retrodatata rispetto ai giorni nostri. Essa si riferisce, appunto, a tre anni fa (un ritardo dovuto alle tergiversazioni dell’ente e alle nuove norme brunettiane che allungano le certificazioni e i controlli) al 31 dicembre 2010, presentandosi quindi non come un nuovo intervento, ma come una sorta di addendum correttivo dell'ultima negativa operazione, svolta, come si ricorderà, appunto nel settembre 2010.

Anche se si tratta di una operazione mini, comunque va assicurata la massima trasparenza in ogni sua fase. Ma, nella consapevolezza che qualunque criterio si affermerà sarà comunque insufficiente, la FLC ha chiesto massima attenzione agli istituti contrattuali di maggiore interesse per la collettività, in questo caso l’anticipo di fascia e il conto terzi ed ha inoltrato formale richiesta all’ente.

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