FLC CGIL Matera

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Lunedì 22 Maggio 2017 17:00

AVVISO PUBBLICO

INFORMATIVA ORGANICI

SCUOLA PRIMARIA E INFANZIA

Si pubblica l'informativa ricevuta in data odierna a cura dell'Ufficio Scolastico Regionale.

FLC CGIL Matera

Il MIUR prende tempo per ulteriori approfondimenti, ma i punti di convergenza già raggiunti sono chiari e vanno rispettati. Tutto ciò che attiene al rapporto di lavoro dei dirigenti scolastici, valutazione compresa, deve essere oggetto di confronto contrattuale con il sindacato.

Nella riunione svoltasi il 10 maggio 2017, il Consilio Superiore della Pubblica Istruzione, dopo un lungo e articolato lavoro preparatorio delle commissioni Ordinamenti e Personale della Scuola, ha esaminato le bozze di parere sul Regolamento del concorso per dirigenti scolastici, Sperimentazione del percorso quadriennale di istruzione secondaria di secondo grado, Tabelle di valutazione per le graduatorie di istituto.

Per tutti e tre i provvedimenti il parere è stato approvato a maggioranza, con alcune significative proposte di modifica del testo presentato dal MIUR.

Regolamento per lo svolgimento del concorso per dirigenti scolastici

Il MIUR ha presentato al CSPI una nuova versione del Regolamento, dopo che nella seduta del 26 ottobre 2016 la prima bozza di regolamento era già stata sottoposta al Consiglio, senza che fosse deliberato il prescritto parere, per assenza del numero legale dei consiglieri al momento della delibera.

Oltre alle prime osservazioni del CSPI recepite nella nuova versione, nel parere si esprimono forti perplessità sulla decisione del MIUR di svolgere la prova preselettiva attraverso 100 quesiti estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del MIUR almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. La banca dati secondo il CSPI enfatizza la capacità di memorizzazione e la velocità nelle risposte  dei candidati a scapito della preparazione complessiva. Inoltre per il consiglio la necessità di inserire nella banca dati un numero alto di quesiti renderà più difficile controllarne la qualità e la correttezza.

Rispetto alle modalità di svolgimento del corso di formazione e del tirocinio quadrimestrale, il parere sollecita il  MIUR a definire criteri oggettivi con cui gli USR dovranno individuare i dirigenti tutor del tirocinio e i dirigenti scolastici di cui le Università si avvalgono per la realizzazione delle attività formative. Il parere suggerisce inoltre di evitare che il tirocinio si svolga nell’eventuale sede di reggenza del dirigente tutor perché il dirigente tirocinante si troverebbe di fatto a far fronte da solo alla gestione della scuola in reggenza, vedendo altresì drasticamente ridotta l’attività di affiancamento e osservazione del dirigente tutor nello svolgimento del suo lavoro ordinario.

Altra osservazione significativa riguarda la necessità che il numero dei candidati ammessi alla fase del corso/tirocinio sia superiore a quello dei posti messi a concorso, introducendo una percentuale aggiuntiva, seppur minima, che consentirebbe di far fronte ad eventuali rinunce e di evitare il rischio che nell’arco di validità della graduatoria di merito non possano essere coperti tutti i posti via via disponibili.

Sperimentazione quadriennale percorsi istruzione secondaria superiore

Relativamente alla sperimentazione di un percorso di scuola secondaria di secondo grado di durata quadriennale, il Consiglio ha richiesto importanti correzioni finalizzate alla predisposizione di un progetto sperimentale che sia scientificamente fondato e verificabile, validamente strutturato sul piano pedagogico e didattico e che preveda il necessario coinvolgimento della comunità scientifica e professionale. Il parere espresso è condizionato all’accoglimento da parte del MIUR di tutte le numerose modifiche proposte al testo del provvedimento.

In considerazione del fatto che non esiste uno standard internazionale di durata del percorso di studi e per evitare che  la sperimentazione si riduca a un mero percorso di abbreviazione della durata del secondo ciclo, il CSPI ha infatti richiesto:

  • che la sperimentazione si avvalga di un campione di scuole ben distribuito sul territorio nazionale e rappresentativo dei diversi percorsi di studio della secondaria di secondo grado
  • che la sperimentazione abbia una marcata regia nazionale con un ruolo progettuale e propositivo nonché di controllo e di accompagnamento rispetto alle soluzioni prospettate dalle singole scuole aderenti al fine di garantire percorsi curriculari effettivamente innovativi
  • che qualsiasi innovazione ordinamentale dovrebbe avere una visione unitaria e complessiva dell’intero percorso scolastico
  • che siano interrotte analoghe sperimentazioni in atto, non autorizzando l’avvio di nuove classi prime e portando a conclusione i cicli già autorizzati.

Tabelle di valutazione graduatorie di istituto docenti e ATA

È necessario prevedere modalità di valutazione dei titoli artistici per gli insegnamenti del liceo coreutico, analogamente a quanto accade per lo strumento musicale. Va eliminato per docenti e ATA l’eccessivo peso dato alla valutazione dei titoli informatici che appare sproporzionata rispetto a quella attribuita ad altri titoli culturali, quali master e ulteriori titoli di studio.

Auspichiamo che il lavoro approfondito e puntuale del CSPI sia utilizzato dal  MIUR nella messa a punto dei  tre provvedimenti definitivi.

Ieri, 18 maggio 2017, si è tenuta la manifestazione unitaria, promossa dalla FLC CGIL, FIR CISL e UIL RUA, a Palazzo Vidoni per rivendicare la stabilizzazione dei precari e l’avvio del tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL fermo da 8 anni. La mobilitazione ha registrato la partecipazione massiccia delle lavoratrici e dei lavoratori della Ricerca, precari e non.

Il contributo, in termini numerici, del personale del CNR è stato particolarmente rilevante e ha determinato il successo dell’iniziativa.

La manifestazione ha avuto seguito presso l’Aula Marconi del CNR, dove una gremita assemblea promossa dal Coordinamento Nazionale “Precari uniti del CNR”, senza distinzione di inquadramento e di profilo, ha rilanciato le ragioni della Ricerca Pubblica, attraverso la richiesta di ulteriori fondi per la stabilizzazione di tutti i precari.

Sono intervenuti i Segretari Generali della FLC CGIL, FIR CISL e UIL RUA ricordando al Governo che i finanziamenti per la Ricerca costituiscono un investimento per il nostro Paese non uno spreco di risorse.

Mentre eravamo impegnati a sostenere la lotta dei precari, abbiamo appreso, con rammarico, da organi di stampa del coinvolgimento dei Vertici dell’Ente in un’indagine per presunti reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni. Le indagini della magistratura faranno il loro corso; nessuno potrà essere considerato colpevole fino a prova contraria. Riteniamo che a tutela dell'Ente e del suo personale serva però un atto di responsabilità immediato da parte di chi è coinvolto nelle indagini, che deve tradursi nelle dimissioni dagli incarichi. 

La FLC CGIL richiama pertanto tutta la dirigenza del CNR ad un’attenta valutazione delle responsabilità che hanno determinato tale criticità, ribadendo l’urgenza di un maggiore controllo e di una maggiore trasparenza a tutti i livelli decisionali.

La FLC CGIL si impegna, inoltre, affinché la credibilità e il prestigio dell’Ente, costruiti in tanti anni grazie al lavoro di tutti, non vengano offuscati dal comportamento irresponsabile di pochi.

Con un comunicato congiunto i responsabili delle strutture di comparto nazionali dei dirigenti scolastici di FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL RUA, SNALS CONFSAL affermano che le procedure per il passaggio dei docenti dall’ambito alle scuole definite dal CCNI sulla mobilità non rappresentano una limitazione delle prerogative dirigenziali ma consentono invece al dirigente scolastico di svolgere appieno i compiti di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane che legge e contratto gli affidano.

Nell’operazione di passaggio da ambito a scuola è infatti il dirigente scolastico ad essere titolare della proposta dei requisiti da selezionare fra quelli presenti nell’elenco nazionale allegato al contratto e ad essere titolare della proposta dei criteri oggettivi con cui compararli in caso di parità. In Collegio dei docenti è il dirigente scolastico a guidare la discussione sui requisiti, condividendone gli esiti nella delibera finale.

Non sono accettabili interpretazioni del CCNI che considerino quello del collegio un semplice parere non vincolante o che prevedano l’individuazione discrezionale da parte del dirigente scolastico dei criteri comparativi con cui misurare i requisiti definiti nella delibera o che infine consentano il ricorso a colloqui per valutare la rispondenza dei docenti presenti nell’ambito alle finalità del POF triennale.
Si tratta di interpretazioni fuorvianti non contemplate dal contratto, impugnabili davanti al giudice del lavoro.

L’individuazione dei requisiti e dei criteri oggettivi attraverso una delibera del Collegio dei docenti diventa per il dirigente scolastico la garanzia di una procedura equa, oggettiva e trasparente con cui vengono individuate le professionalità necessarie all’attuazione del POF triennale e vengono tutelati i diritti dei lavoratori.

 

     

I Dirigenti scolastici applicano leggi e contratti

I dirigenti scolastici di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, che rappresentano la maggioranza dei dirigenti scolastici del Paese, attueranno il CCNI sull’assegnazione dei docenti dagli ambiti alle scuole sottoscritto dai Sindacati e MIUR il 12 aprile 2017 perché sanno che i contratti sono fonti di diritto e, in materia di rapporto di lavoro, hanno funzione normativa cogente.
Il CCNI sulla mobilità per l’a.s. 2017/2018, richiamandosi alle indicazioni contenute nella legge 107/15 e tenendo conto del successivo Accordo Governo-MIUR di Palazzo Vidoni del 2016, ha costruito una procedura che valorizza il ruolo dei dirigenti e del collegio dei docenti.
I dirigenti scolastici di FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, ritengono che il ritorno, sia pur parziale, della mobilità dei docenti nell’alveo contrattuale rappresenti un primo significativo passo nella direzione del ritorno al contratto anche di tutte le materie che riguardano il rapporto di lavoro dei dirigenti scolastici. 
Formazione, mobilità, salario accessorio, sanzioni disciplinari, valutazione devono tornare anche per i dirigenti scolastici nella piena disponibilità del negoziato contrattuale.

Facendo seguito alla richiesta unitaria di incontro politico sugli organici docenti per il prossimo anno scolastico, si è svolto al Miur il secondo incontro di informativa sindacale.

L’informativa del MIUR

Il Direttore Generale del Personale, Dott.ssa Maria Novelli, ha illustrato ai sindacati l’esito dell’incontro con il Mef ed i contenuti dell’accordo che ha sbloccato l’emanazione sia della bozza di decreto interministeriale, con tabelle annesse sugli organici docenti per l’anno scolastico 2017/2018, sia della Circolare Ministeriale con le indicazioni operative agli USR.

Rispetto all’annuncio fatto nei giorni scorsi dalla Ministra Fedeli sull’assunzione nella scuola di 52.000 docenti precari per il prossimo 1 settembre 2017, si è chiarito che il grosso di queste nuove assunzioni è dato dalla sostituzione dei pensionamenti (circa 21.000) e dalla copertura dei posti già esistenti e disponibili in organico di diritto dell’anno in corso e su cui non sono state fatte le assunzioni lo scorso anno (circa 16.000). Per cui per quanto riguarda l’assunzione di questi circa 37.000 docenti (21.000+16.000), è evidente che la ripartizione territoriale è già determinata dai pensionamenti, da un lato, e dai posti residui dello scorso anno, dall’altro. Il dato nuovo riguarda, pertanto, solo una parte delle 52.000 assunzioni annunciate: 15.100 circa. Di questi 11.500 saranno stabilizzazioni su posti comuni/classi di concorso, licei musicali compresi e 3.600 per il sostegno.

Tale dotazione aggiuntiva rappresenta solo una parte (meno della metà) rispetto ai 30.262 posti “comuni” esistenti quest’anno in organico di fatto (dato complessivo Miur riconosciuto anche dal MEF), con l’esclusione dei posti di sostegno attivati in deroga (pari ad altri 37.000 posti). Tali 30.262 posti, in base alla legge finanziaria 2017, andavano stabilizzati in organico di diritto al fine di trasformare i contratti a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato. È su tale operazione che c’è stato un braccio di ferro tra Miur e Mef, ovvero su quanti di questi 30.262 posti del fatto potevano essere stabilizzati tenendo conto che la finanziaria ha stanziato 400 mil.ni di euro per l’operazione. Il confronto interministeriale si è concluso con la stabilizzazione di appena il 50% di questi posti. Il Miur ha inoltre confermato che è all’interno di questa quota di 15.100 posti che va ricavato il contingente per definire l’organico di diritto dei licei musicali (circa 2.200 posti) ed anche la quota di stabilizzazioni che riguarderanno il sostegno (3.600).

Una novità è costituita dal fatto che, per la prima volta, agli Uffici Scolastici Regionali (USR) vengono comunicati in questa fase non solo la ripartizione del contingente di posti per il prossimo organico di diritto, ma anche i posti comuni complessivi che successivamente potranno essere attivati per adeguare la situazione alle nuove esigenze di fatto. Sostanzialmente la quota di fatto autorizzata sin da ora per le varie regioni non è altro che la differenza tra il dato certificato nell’anno in corso (30.262), meno la quota di posti comuni che diventa organico di diritto (11.500), ovvero 18.762.

In conclusione, a livello nazionale, la dotazione complessiva di posti in organico di diritto che viene ripartita è data dalla somma delle “vecchia dotazione” pari a 601.126 posti, più la dotazione di posti per il potenziamento della legge 107/15, pari ad altri 48.812, più la quota aggiuntiva relativa alle stabilizzazioni e pari a 11.500 posti. Le due quote più consistenti sono state confermate nella stessa ripartizione dello scorso anno, tenendo conto che la legge 107/15 ha introdotto l’organico dell’autonomia stabile per un triennio, mentre solo la quota nuova dei 11.500 posti verrà ripartita tenendo conto solo in parte dell’andamento degli alunni, ma anche della presenza nei diversi territori delle graduatorie utili per l’assunzione dei docenti. Diversamente, è con la ripartizione della quota autorizzata sin da ora per l’organico di fatto (pari a soli 18.762 posti) che si terrà conto prevalentemente dell’andamento degli alunni anche per compensare, in parte, la sperequazione nell’attribuzione dei 11.500 posti.

Rispetto all’andamento del numero degli alunni quest’anno si regista una vera novità: è la prima volta che il numero assoluto di alunni nel nostro Paese diminuisce. Tale diminuzione riguarda tutte le regioni per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e primaria, mentre nella secondaria si regista un calo al sud, un “pareggio” al centro ed un leggero aumento al nord.

Sui posti di sostegno viene confermata la ripartizione degli esistenti 96.480 posti nel diritto a cui si aggiungeranno altri 3.600 posti nell’ambito dei 15.100. Nulla cambia rispetto poi alla possibilità di attivare ulteriori posti in deroga nell’organico di fatto in attuazione della sentenza n. 80 del 22 febbraio 2010 della Corte Costituzionale.

La tabella di ripartizione prevede anche la ripartizione complessiva dei posti per l’educazione degli adulti (serali) e CPIA pari a 6.157. Tale dotazione non comprende i posti di potenziamento che pertanto vanno considerati come aggiuntivi. I posti totali e del personale educativo si confermano in misura pari all’anno in corso.

Infine, per quanto riguarda le aree interessate dal terremoto sono mantenute le classi nei comuni colpiti anche con parametri inferiori alla normativa vigente. Mentre è possibile attivare ulteriori classi nei comuni che hanno accolto studenti delle zone terremotate.

Per quanto riguarda poi la circolare, queste in sintesi le altre novità rispetto a quanto sintetizzato sopra.

Gli USR, nel ripartire la dotazione organica di diritto alle province, possono operare delle compensazioni tra i vari gradi di scuola (solo per la quota di posti comuni), compresa la scuola dell’infanzia.

La scuola dell’infanzia resta esclusa dall’attribuzione dei posti per il potenziamento, mentre per gli altri gradi questa è determinata dalla tabella 1 allegata alla legge 107/15.

Per la costituzione delle classi si richiama il DPR 81/09 con la raccomandazione, in presenza di alunni con grave disabilità, di non superare il numero di 22 alunni per classe.

Gli Ambiti Territoriali Provinciali (ATP), per conto degli Uffici Scolastici Regionali (USR), provvederanno ad attribuire alle scuole i posti necessari per l’organico curriculare mentre i posti del potenziamento, confermati nel numero (visto che l’assegnazione è triennale), potranno essere modificati nella tipologia tenendo conto delle richieste delle scuole per le diverse classi di concorso in base al PTOF ma nei limiti dei posti vacanti. Andrà comunque tenuta in debita considerazione l’attribuzione già effettuata nello scorso anno.

Nella circolare si ricorda anche che, sui posti del potenziamento, non sono possibili le sostituzioni dei docenti, salvo che queste non siano necessarie per assicurare le attività curricolari previste nel PTOF o in caso di utilizzo dei posti del potenziamento per lo sdoppiamento delle classi o dei singoli insegnamenti.

Si fa presente poi che, per i CPIA e all’interno dell’organico per il potenziamento, due posti andranno riservati (attribuiti) alla nuova classe di concorso A-23 (italiano per alloglotti). Rispetto ai CPIA si ricorda che mentre l’organico dei posti comuni è assegnato ai singoli CTP, quello per il potenziamento, compresi questi due posti della A-23 formalmente al CPIA.

Nella scuola secondaria di secondo grado sia gli organici, che la mobilità, che l’individuazione dei perdenti posto, saranno fatti sulla base delle nuove classi di concorso definite dal DPR n. 19 del 14 febbraio 2016

La nostra posizione

È evidente che l’accordo su 15.100 assunzioni a tempo indeterminato è migliore dei 9.600 ipotizzati inizialmente dal Mef, ma sono meno di quelli richiesti dal Miur, 25.000, e molti di meno di quelli attualmente esistenti in organico di fatto: 30.262. Per di più una quota riguarda i posti di sostegno che, nel fatto, vanno ben oltre i 30.262 posti accertati.

Per la FLC CGIL, peraltro, è assai discutibile la stima fatta dal Mef sul costo unitario di questa stabilizzazione (27.000 euro medi circa), stima alla base dell’assunzione di soli 15.000 docenti. Tale stima, infatti, non tiene conto che ogni stabilizzazione determina automaticamente un risparmio di una supplenza, sullo stesso posto, fino al 30 giugno oggi a carico del MEF. Dunque, il costo reale di ciascuna stabilizzazione è molto inferiore a quello calcolato dal Mef, per cui ci sarebbero le condizioni per stabilizzare un numero molto superiore di posti. Con questo esito il Mef ha trovato ancora una volta il modo di realizzare ulteriori risparmi alle spalle di almeno altri 10.000 precari che potevano benissimo essere stabilizzati.

Per quanto riguarda il potenziamento nella scuola dell’infanzia riteniamo inaccettabile il silenzio della politica, visto che in sede di discussione del decreto legislativo sul sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 i decisori politici si erano impegnati a istituire l’organico potenziato anche in questo segmento di istruzione. Cosi svanisce la reale possibilità di generalizzare la scuola dell’infanzia e di ridurre gli svantaggi esistenti tra diverse aree del Paese.

Inoltre, valutiamo negativamente la rimozione da parte dei centri ministeriali del consistente numero dei posti in deroga (circa 37.000) autorizzati ogni anno dal Miur sul sostegno, ma rimasti in gran parte fuori dalla stabilizzazione. E questo è un fatto indegno di un paese civile.

Sull’organico dei licei musicali, le cui dotazioni non ci sono state comunicate nella loro esatta configurazione, abbiamo ribadito le nostre posizioni a difesa dell’offerta formativa.

Rispetto poi ai criteri di ripartizione si prende atto che la legge 107/15 impone una dotazione triennale e che quindi la ripartizione di quasi tutti i posti sarà la stessa dello scorso anno, ma questo crea per la prima volta un problema inedito: l’amministrazione non potrà far fronte alle nuove esigenze in alcuni territori di aumento di classi o alunni sull’adeguamento nell’organico di fatto. Per cui abbiamo sollecitato l’Amministrazione a prevedere, sin da ora, ulteriori deroghe sulle situazioni di fatto, come unica possibilità per far fronte alle effettive esigenze nei diversi territori e garantire il diritto allo studio.

Infine la FLC CGIL, assieme agli altri sindacati, ha denunciato ancora una volta il silenzio totale sul personale ATA e gli educatori da parte di questo Governo. Per questo personale, a parte il turn over, non si prevede infatti nessuna stabilizzazione dei tanti precari che lavorano sugli ulteriori posti liberi e in organico di diritto e in organico di fatto. Inaccettabile, fortemente inaccettabile, che questo Governo continui a considerare gli ATA come lavoratori di cui si sottovaluta l’importanza ai fini della qualità del servizio scolastico, non pensando, peraltro, che la mancanza di personale adeguato in termini numerici, di stabilità, di qualificazione si riversa negativamente sugli alunni e in primis sugli alunni con disabilità.

Sul tema ci sarà un prossimo incontro di informativa preventiva prima della pubblicazione della prevista circolare (vedi notizia organici ATA) e in quella sede valuteremo insieme agli altri sindacati come proseguire tutte le possibili iniziative di lotta.

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