FLC CGIL Matera

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • incrementa grandezza carattere
  • Default font size
  • Riduci grandezza carattere
Mercoledì 31 Maggio 2017 08:48

La Ricostruzione di carriera

La ricostruzione di carriera per i docenti e del personale Ata che hanno avuto la conferma in ruolo

La domanda si presenta alla scuola di servizio dal 1 settembre al 31 dicembre.

I docenti ed il personale Ata assunti a tempo indeterminato nel 2015/2016, oltre ai normali adempimenti (documenti di rito, dichiarazione dei servizi, domande ai fini della pensione e della buonuscita), una volta superato l’anno di prova e formazione, devono presentare la domanda per la ricostruzione della carriera. Di seguito alcune indicazioni utili.

A cosa serve la ricostruzione di carriera

La ricostruzione di carriera consente di far valere, ai fini dell’inquadramento negli scaglioni retributivi (gradoni), i servizi svolti precedentemente all’assunzione. Per il personale della scuola il sistema di progressione economica è articolato in gradoni di anzianità: 0-8, 9-14, 15-20, 21-27, 28-34, 35 e oltre.

Quando si presenta la domanda

La ricostruzione di carriera avviene a domanda che può essere presentata una volta superato l’anno di formazione e comunque non prima del 1 settembre dell’anno scolastico immediatamente successivo, altrimenti è considerata intempestiva. La legge 107/15 (comma 209) ha previsto che le domande vadano presentate dal 1 settembre al 31 dicembre di ogni anno.

Come si presenta la domanda

Nella domanda, rivolta al dirigente scolastico della scuola di titolarità (o di servizio, se diversa), si devono dichiarare tutti i servizi valutabili: la dichiarazione è sostitutiva delle relative certificazioni (ai sensi delDPR n. 445/00). Si tratta sostanzialmente di riportare, per i servizi validi ai fini della carriera, quanto già dichiarato nella dichiarazione dei servizi e dei titoli presentata all’atto dell’assunzione.

Non si allegano più i certificati di servizio in quanto, a decorrere dal 1 gennaio 2012, non possono più essere rilasciati dalle istituzioni scolastiche (e pubbliche in generale) ai sensi dell’art. 15 della legge 183 del 12 novembre 2011 (Dematerializzazione). Se il dipendente è comunque in possesso di certificati (acquisiti prima del 2012) conviene consegnarli per la predisposizione corretta della pratica di ricostruzione.

Quali sono i servizi valutabili per il personale docente

Trattandosi di questione particolarmente complessa e legata a normative più volte modificate, elenchiamo di seguito le principali casistiche:

  1. Sono valutabili i servizi di insegnamento nelle scuole statali della durata minima di 180 giorni in un determinato anno scolastico, purché prestati in possesso di idoneo titolo di studio. Vale come anno intero anche il servizio dal 1 febbraio fino agli scrutini finali (o al termine delle attività didattica nella scuola dell’infanzia). Esistono alcune limitazioni tra i vari ordini e gradi di scuola. Ricordiamo, che a seguito di norme delle varie leggi finanziarie, l’anno 2013 non è valido ai fini della ricostruzione di carriera.
  2. Il servizio di leva/civile è pienamente valutabile se era in corso alla data del 31 gennaio 1987 o successivamente. Se invece è stato prestato prima del 31 gennaio 1987 vale solo se è coperto da nomina (costanza di impiego).
  3. I servizi prestati nelle scuole paritarie, private e legalmente riconosciute non sono valutabili.
  4. Sono invece valutabili:
    1. i servizi, nelle scuole dell’infanzia (sia di ruolo che non di ruolo) e primaria (solo se di ruolo) degli enti locali, ma solo se si è a tempo indeterminato nell’infanzia o primaria.
    2. i servizi prestati nelle scuole primarie parificate (ora non più esistenti ai sensi del DL 250/05 convertito in legge 27/06) e nelle scuole secondarie pareggiate (ora non più esistenti ai sensi del DL 250/05 convertito in legge 27/06).
  5. Sono valutabili i servizi nelle università come professore incaricato, assistente incaricato e assistente straordinario

Vista la complessità della materia è opportuno rivolgersi alla FLC CGIL territoriale per la consulenza.

Lunedì 22 Maggio 2017 17:00

AVVISO PUBBLICO

INFORMATIVA ORGANICI

SCUOLA PRIMARIA E INFANZIA

Si pubblica l'informativa ricevuta in data odierna a cura dell'Ufficio Scolastico Regionale.

FLC CGIL Matera

Il MIUR prende tempo per ulteriori approfondimenti, ma i punti di convergenza già raggiunti sono chiari e vanno rispettati. Tutto ciò che attiene al rapporto di lavoro dei dirigenti scolastici, valutazione compresa, deve essere oggetto di confronto contrattuale con il sindacato.

Nella riunione svoltasi il 10 maggio 2017, il Consilio Superiore della Pubblica Istruzione, dopo un lungo e articolato lavoro preparatorio delle commissioni Ordinamenti e Personale della Scuola, ha esaminato le bozze di parere sul Regolamento del concorso per dirigenti scolastici, Sperimentazione del percorso quadriennale di istruzione secondaria di secondo grado, Tabelle di valutazione per le graduatorie di istituto.

Per tutti e tre i provvedimenti il parere è stato approvato a maggioranza, con alcune significative proposte di modifica del testo presentato dal MIUR.

Regolamento per lo svolgimento del concorso per dirigenti scolastici

Il MIUR ha presentato al CSPI una nuova versione del Regolamento, dopo che nella seduta del 26 ottobre 2016 la prima bozza di regolamento era già stata sottoposta al Consiglio, senza che fosse deliberato il prescritto parere, per assenza del numero legale dei consiglieri al momento della delibera.

Oltre alle prime osservazioni del CSPI recepite nella nuova versione, nel parere si esprimono forti perplessità sulla decisione del MIUR di svolgere la prova preselettiva attraverso 100 quesiti estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del MIUR almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. La banca dati secondo il CSPI enfatizza la capacità di memorizzazione e la velocità nelle risposte  dei candidati a scapito della preparazione complessiva. Inoltre per il consiglio la necessità di inserire nella banca dati un numero alto di quesiti renderà più difficile controllarne la qualità e la correttezza.

Rispetto alle modalità di svolgimento del corso di formazione e del tirocinio quadrimestrale, il parere sollecita il  MIUR a definire criteri oggettivi con cui gli USR dovranno individuare i dirigenti tutor del tirocinio e i dirigenti scolastici di cui le Università si avvalgono per la realizzazione delle attività formative. Il parere suggerisce inoltre di evitare che il tirocinio si svolga nell’eventuale sede di reggenza del dirigente tutor perché il dirigente tirocinante si troverebbe di fatto a far fronte da solo alla gestione della scuola in reggenza, vedendo altresì drasticamente ridotta l’attività di affiancamento e osservazione del dirigente tutor nello svolgimento del suo lavoro ordinario.

Altra osservazione significativa riguarda la necessità che il numero dei candidati ammessi alla fase del corso/tirocinio sia superiore a quello dei posti messi a concorso, introducendo una percentuale aggiuntiva, seppur minima, che consentirebbe di far fronte ad eventuali rinunce e di evitare il rischio che nell’arco di validità della graduatoria di merito non possano essere coperti tutti i posti via via disponibili.

Sperimentazione quadriennale percorsi istruzione secondaria superiore

Relativamente alla sperimentazione di un percorso di scuola secondaria di secondo grado di durata quadriennale, il Consiglio ha richiesto importanti correzioni finalizzate alla predisposizione di un progetto sperimentale che sia scientificamente fondato e verificabile, validamente strutturato sul piano pedagogico e didattico e che preveda il necessario coinvolgimento della comunità scientifica e professionale. Il parere espresso è condizionato all’accoglimento da parte del MIUR di tutte le numerose modifiche proposte al testo del provvedimento.

In considerazione del fatto che non esiste uno standard internazionale di durata del percorso di studi e per evitare che  la sperimentazione si riduca a un mero percorso di abbreviazione della durata del secondo ciclo, il CSPI ha infatti richiesto:

  • che la sperimentazione si avvalga di un campione di scuole ben distribuito sul territorio nazionale e rappresentativo dei diversi percorsi di studio della secondaria di secondo grado
  • che la sperimentazione abbia una marcata regia nazionale con un ruolo progettuale e propositivo nonché di controllo e di accompagnamento rispetto alle soluzioni prospettate dalle singole scuole aderenti al fine di garantire percorsi curriculari effettivamente innovativi
  • che qualsiasi innovazione ordinamentale dovrebbe avere una visione unitaria e complessiva dell’intero percorso scolastico
  • che siano interrotte analoghe sperimentazioni in atto, non autorizzando l’avvio di nuove classi prime e portando a conclusione i cicli già autorizzati.

Tabelle di valutazione graduatorie di istituto docenti e ATA

È necessario prevedere modalità di valutazione dei titoli artistici per gli insegnamenti del liceo coreutico, analogamente a quanto accade per lo strumento musicale. Va eliminato per docenti e ATA l’eccessivo peso dato alla valutazione dei titoli informatici che appare sproporzionata rispetto a quella attribuita ad altri titoli culturali, quali master e ulteriori titoli di studio.

Auspichiamo che il lavoro approfondito e puntuale del CSPI sia utilizzato dal  MIUR nella messa a punto dei  tre provvedimenti definitivi.

Ieri, 18 maggio 2017, si è tenuta la manifestazione unitaria, promossa dalla FLC CGIL, FIR CISL e UIL RUA, a Palazzo Vidoni per rivendicare la stabilizzazione dei precari e l’avvio del tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL fermo da 8 anni. La mobilitazione ha registrato la partecipazione massiccia delle lavoratrici e dei lavoratori della Ricerca, precari e non.

Il contributo, in termini numerici, del personale del CNR è stato particolarmente rilevante e ha determinato il successo dell’iniziativa.

La manifestazione ha avuto seguito presso l’Aula Marconi del CNR, dove una gremita assemblea promossa dal Coordinamento Nazionale “Precari uniti del CNR”, senza distinzione di inquadramento e di profilo, ha rilanciato le ragioni della Ricerca Pubblica, attraverso la richiesta di ulteriori fondi per la stabilizzazione di tutti i precari.

Sono intervenuti i Segretari Generali della FLC CGIL, FIR CISL e UIL RUA ricordando al Governo che i finanziamenti per la Ricerca costituiscono un investimento per il nostro Paese non uno spreco di risorse.

Mentre eravamo impegnati a sostenere la lotta dei precari, abbiamo appreso, con rammarico, da organi di stampa del coinvolgimento dei Vertici dell’Ente in un’indagine per presunti reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni. Le indagini della magistratura faranno il loro corso; nessuno potrà essere considerato colpevole fino a prova contraria. Riteniamo che a tutela dell'Ente e del suo personale serva però un atto di responsabilità immediato da parte di chi è coinvolto nelle indagini, che deve tradursi nelle dimissioni dagli incarichi. 

La FLC CGIL richiama pertanto tutta la dirigenza del CNR ad un’attenta valutazione delle responsabilità che hanno determinato tale criticità, ribadendo l’urgenza di un maggiore controllo e di una maggiore trasparenza a tutti i livelli decisionali.

La FLC CGIL si impegna, inoltre, affinché la credibilità e il prestigio dell’Ente, costruiti in tanti anni grazie al lavoro di tutti, non vengano offuscati dal comportamento irresponsabile di pochi.

Con un comunicato congiunto i responsabili delle strutture di comparto nazionali dei dirigenti scolastici di FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL RUA, SNALS CONFSAL affermano che le procedure per il passaggio dei docenti dall’ambito alle scuole definite dal CCNI sulla mobilità non rappresentano una limitazione delle prerogative dirigenziali ma consentono invece al dirigente scolastico di svolgere appieno i compiti di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane che legge e contratto gli affidano.

Nell’operazione di passaggio da ambito a scuola è infatti il dirigente scolastico ad essere titolare della proposta dei requisiti da selezionare fra quelli presenti nell’elenco nazionale allegato al contratto e ad essere titolare della proposta dei criteri oggettivi con cui compararli in caso di parità. In Collegio dei docenti è il dirigente scolastico a guidare la discussione sui requisiti, condividendone gli esiti nella delibera finale.

Non sono accettabili interpretazioni del CCNI che considerino quello del collegio un semplice parere non vincolante o che prevedano l’individuazione discrezionale da parte del dirigente scolastico dei criteri comparativi con cui misurare i requisiti definiti nella delibera o che infine consentano il ricorso a colloqui per valutare la rispondenza dei docenti presenti nell’ambito alle finalità del POF triennale.
Si tratta di interpretazioni fuorvianti non contemplate dal contratto, impugnabili davanti al giudice del lavoro.

L’individuazione dei requisiti e dei criteri oggettivi attraverso una delibera del Collegio dei docenti diventa per il dirigente scolastico la garanzia di una procedura equa, oggettiva e trasparente con cui vengono individuate le professionalità necessarie all’attuazione del POF triennale e vengono tutelati i diritti dei lavoratori.

 

     

I Dirigenti scolastici applicano leggi e contratti

I dirigenti scolastici di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, che rappresentano la maggioranza dei dirigenti scolastici del Paese, attueranno il CCNI sull’assegnazione dei docenti dagli ambiti alle scuole sottoscritto dai Sindacati e MIUR il 12 aprile 2017 perché sanno che i contratti sono fonti di diritto e, in materia di rapporto di lavoro, hanno funzione normativa cogente.
Il CCNI sulla mobilità per l’a.s. 2017/2018, richiamandosi alle indicazioni contenute nella legge 107/15 e tenendo conto del successivo Accordo Governo-MIUR di Palazzo Vidoni del 2016, ha costruito una procedura che valorizza il ruolo dei dirigenti e del collegio dei docenti.
I dirigenti scolastici di FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, ritengono che il ritorno, sia pur parziale, della mobilità dei docenti nell’alveo contrattuale rappresenti un primo significativo passo nella direzione del ritorno al contratto anche di tutte le materie che riguardano il rapporto di lavoro dei dirigenti scolastici. 
Formazione, mobilità, salario accessorio, sanzioni disciplinari, valutazione devono tornare anche per i dirigenti scolastici nella piena disponibilità del negoziato contrattuale.

Pagina 9 di 331
Sei qui: Home

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy. L'adozione di questo controllo, risponde al "Provvedimento del Garante della Privacy dell' 8 Maggio 2014" per la protezione dei dati personali.

EU Cookie Directive Module Information