FLC CGIL Matera

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Proteo fare sapere Potenza organizza un corso di Formazione per docenti dal 4 al 24 marzo 

Il corso consta di 4 incontri per un totale di 20 ore,  finalizzati all'approfondimento di tematiche specifiche quali inclusione, progettazione didattica, didattiche innovative e didattica digitale.

In allegato il programma del corso con le date, per la scheda di iscrizione contattare O.S.

Bene le stabilizzazioni per i precari dell’Iss e dell’Istat, ma non basta.

Occorre stabilizzare tutti i precari della ricerca e dell’università.

Un passo indietro sulla Dis-Coll

Con l’approvazione del maxiemendamento al Senato del 16 febbraio 2017 si chiude la partita del Milleproroghe, su cui ci riserviamo di fare una lettura più articolata per le norme che riguardano i nostri settori. I punti più qualificanti per gli Enti Pubblici di ricerca sono quelli volti a favorire la stabilizzazione dei precari dell’Iss e dell’Istat, attraverso un aggiornamento degli strumenti previsti dal decreto D’Alia sul reclutamento speciale. Emendamenti che vanno nella direzione giusta, ma che non risolvono il problema del precariato negli altri Enti di ricerca, che restano fuori da questo provvedimento e per i quali avevamo chiesto un intervento che li comprendesse tutti. La recente emanazione del D.lgs 218/2016 di semplificazione delle norme relative al funzionamento degli enti pubblici di ricerca e l’attenzione registrata in fase di discussione parlamentare sul decreto, le novità introdotte in tema di programmazione del fabbisogno, il superamento delle piante organiche e la programmazione a budget, avrebbero voluto un provvedimento specifico che permettesse la stabilizzazione di tutti i precari della ricerca. Scontiamo l’incapacità degli enti di ricerca e dei rispettivi ministeri vigilanti di produrre convergenze anche su un obiettivo minimo come questo. Evitando l’ennesima manifestazione della frammentazione del sistema, avremmo favorito una diversa soluzione per tutti i precari della ricerca. Perché l’emergenza precariato riguarda tutti gli enti e più in generale tutti i settori della conoscenza. Registriamo dunque positivamente questo risultato parziale, frutto della straordinaria determinazione mostrata in particolare dai lavoratori precari dell’Istat, che con la forza di una mobilitazione costante hanno superato il caos di un parlamento talmente concentrato a risolvere questioni interne al partito di maggioranza da risultare incapace di produrre interventi anche minimi di senso politico compiuto. Ovviamente la necessità di estendere un provvedimento di stabilizzazione a tutti i precari della conoscenza non riguarda solo l’estensione di un dispositivo come quello dei concorsi speciali. Esiste infatti una fondamentale urgenza rispetto al tipo di platea cui un eventuale provvedimento dovrebbe rivolgersi. Sarebbe infatti inaccettabile per la FLC CGIL un intervento generale che escludesse però i lavoratori parasubordinati degli enti e delle università. 

Per questo l’attenzione e il confronto si spostano nella discussione che è in campo sul T.U. di riforma del pubblico impiego e sulla norma transitoria prevista per il superamento del precariato in tutta la pubblica amministrazione. Sarà la configurazione della norma transitoria prevista nel decreto Madia di riscrittura del D.Lgs 165/2001, a determinare la possibilità di superare davvero la precarietà dilagante dei nostri enti e università ribaltando la deriva terrificante degli ultimi anni e che rappresenta come detto dalla stessa ministra, una illegalità diffusa sanzionata dalla Corte di Giustizia europea con le quali le pubbliche amministrazioni hanno garantito negli anni il loro funzionamento.

Registriamo poi un inadeguato e microscopico passo indietro sul tema della Dis-Coll la cui durata viene nel testo del milleproroghe estesa di soli ulteriori sei mesi. Ricordiamo che evitando la proroga per il 2017, il Governo aveva incredibilmente eliminato l’unico sussidio di disoccupazione riservato ai titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto. Strumento, come già denunciato debole e parziale, ma in ogni caso l’unico dispositivo di sostegno al reddito previsto per i parasubordinati. Il Governo insieme alla Dis-Coll ripristina la grave e insensata discriminazione verso i lavoratori precari della ricerca. Nell’anno in cui il vincolo di durata massima di 6 anni previsto dalla legge Gelmini porterà all’espulsione di migliaia di colleghi cui non sarà più possibile prorogare il contratto di assegno di ricerca, il Governo e il Ministro Poletti in particolare continuano ad escludere questi lavoratori dall’accesso a strumenti di protezione sociale. Benché, è bene sottolineare, abbiano lavorato per anni versando regolarmente i contributi all’INPS.

In vista dell’apertura della trattativa all’Aran per il rinnovo dei contratti per i dipendenti pubblici, deve essere chiaro che per la FLC CGIL aprire la stagione contrattuale significa includere nell’alveo dei diritti di libertà e dignità sociale che le norme contrattuali garantiscono, tutti i lavoratori della conoscenza compreso quelli precari indipendentemente dalla forma contrattuale con cui sono impiegati. Non saranno le furbizie interpretative del Ministro Poletti ad impedire che questo percorso si apra.

www.flcgil.it

Venerdì 10 Febbraio 2017 11:56

LIBERA IN LAVORO CON 2 SI

Martedì 07 Febbraio 2017 19:29

AVVISO IMPORTANTE

ATTIVAZIONE VERTENZE FLC CGIL MATERA

1 RICORSO PER IL RICOSCIMENTO DEI SERVIZI A T.D.  AI FINI DELLA PREGRESSIONE DI CARRIERA

2 RICORSO PER IL RICONOSCIMENTO PER INTERO DEGLI ANNI DI SERVIZIO PRE-RUOLO OLTRE I 4 ANNI

   (E NON PER I 2/3)(DA NOI AVVIATA NEL 2015)

3 RICORSO RELATIVO ALLA TRATTENUTA DEL 2,5% ( PER GLI ASSUNTI DOPO IL 2000)

Si informa che questa O.S., al fine di attivare i ricorsi di cui sopra, organizza per il g. 24 febbraio 2017 alle ore 16:00  presso l'Aula Magna dell' IPSIA di Policoro incontro con lo studio legale convenzionato.  

FLC CGIL MATERA

Il MIUR ha comunicato che sono aperte le selezioni per la copertura di posti di assistenti di lingua italiana offerti da Paesi dell’Unione Europea a studenti universitari di cittadinanza italiana.

Domande on line entro il 4 marzo.

I posti sono riservati esclusivamente a studenti universitari o neolaureati di madrelingua e cittadinanza italiana in possesso di tutti i requisiti indicati nell' avviso.

Il fascicolo consegnato alle commissioni parlamentari

 

Si è svolta il 2 febbraio l'audizione delle organizzazioni sindacali da parte della settima commissione del Senato.

Abbiamo rappresentato il nostro giudizio negativo sulla modalità con cui sono state licenziate le deleghe che parlano non solo alla scuola ma a tutto il Paese, per le implicazioni sociali in esse presenti.

In questo quadro rifiutiamo la logica di una formale audizione che avrebbe solo il compito di avallare scelte già fatte. Pertanto su questi temi stiamo presentando al Parlamento proposte finalizzate alla costruzione di un’idea diversa e alternativa di scuola in contrasto con gli schemi delle deleghe che consideriamo in continuità con la legge 107 e quindi in larga parte inemendabili.

Chiediamo, pertanto, che vi sia un ribaltamento dell’orizzonte politico e un metodo completamente diverso del modo di affrontare i problemi. In questo senso è necessaria l’individuazione di obiettivi di qualità realizzabili a partire da:

    * ulteriori investimenti in linea con i parametri europei

  • * la generalizzazione della scuola dell’infanzia e l’estensione dei nidi d’infanzia con particolare attenzione all’obiettivo di       superare le disparità territoriali
  • * un piano straordinario di assunzioni dei precari della scuola
  • * l'apertura di un tavolo di confronto reale per affrontare questi temi con tutti i soggetti interessati, anche per individuare     gli strumenti normativi adeguati rispetto a queste priorità.

Naturalmente tutte le materie che riguardano il rapporto di lavoro di ATA, docenti e dirigenti scolastici devono essere devolute al tavolo contrattuale.

Solo in questo contesto potremo impegnarci a mettere a disposizione la nostra elaborazione.

In mancanza di risposte adeguate, siamo pronti a riprendere la mobilitazione per dare voce alla protesta della scuola, quella che, spesso in solitudine, affronta una realtà educativa difficile e che non ne può più di essere solo oggetto di riordini e/o riforme.

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